Innovazione Aperta

Una nuova cultura per l’Innovazione

Viene qui proposto il video di un incontro tenutosi durante gli EMTECH 2012, presso i MIT Media Lab a Cambridge, in Massachusetts.

La conferenza annuale EmTech, della Technology Review, è focalizzata sulle tecnologie emergenti e il loro impatto. Ogni anno, questo evento riunisce i principali attori della tecnologia, ingegneria, mondo accademico e associazioni di management per discutere le innovazioni tecnologiche che stanno cambiando la natura del business e potranno orientare l’economia globale.

La sessione proposta è quella di Joi Ito, Direttore dei MIT Media Lab, intervistato da Jason Pontin del MIT Technology Review.

Partendo dal dato di fatto che le Innovazioni Tecnologiche stanno facendo si che il processo innovativo diventi sempre più diffuso/esteso nonché meno costoso, viene svolto il tema del come pensare a nuovi metodi volti a facilitare l’Innovazione e l’Imprenditorialità

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Big Data: una nuova frontiera per il business

Le attività di tutti i giorni comportano la generazione di grandi moli di dati. Se pensiamo ai cellulari, ad internet, alle transazioni finanziarie, ai sensori di piccole e grandi dimensioni, ai GPS e tutta la tecnologia che ci circonda, possiamo intuire la quantità smisurata di informazioni che vengono scambiate ogni secondo.
Questa grande mole di dati è ciò che si definisce “Big Data”:  insiemi così voluminosi e complessi da non poter essere trattati con strumenti ordinari.
Per avere un’idea dei volumi: si stima che nel mondo si producano quotidianamente circa 2500 milioni di miliardi di byte di informazioni; basti pensare che, in un giorno, la sola attività di messaggistica su Twitter genera circa 12 Terabyte di dati in “cinguettii”.
Secondo una famosa definizione  di  Gideon Gartner, i Big Data sono caratterizzati da 3 V: grandi volumi, alte velocità ed estrema varietà; essi richiedono, dunque, strategie sempre più innovative ed efficienti (anche nei costi) per l’elaborazione e il supporto ai processi decisionali.
L’organizzazione e la gestione di grandi moli di dati che, per di più, variano rapidamente col tempo  è un problema che investe diversi campi: dalla conservazione alla modellizzazione, dalla statistica alla semantica,  dall’elettronica alla reportistica.
Nel 2006 l’associazione internazionale IEEE ha promosso una gara per individuare i 10 algoritmi di analisi dati più promettenti , allo scopo di tracciare delle linee guida per la ricerca nel campo del Big Data, settore complesso nel quale  sempre più aziende hanno deciso di investire.
L’interesse è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, tanto che anche l ’Unione Europea ha destinato fondi e finanziamenti per incentivare lo sviluppo di nuove tecnologie.
Tra le varie iniziative spicca il progetto BIG, co-fondato dalla Commissione Europea all’interno del settimo programma quadro, atto a creare un punto di incontro tra investitori pubblici e privati.
Grazie al Big Data Analytics –  l’insieme degli strumenti e dei processi per il trattamento delle grandi moli di dati – si possono ricavare le informazioni più disparate: dalle analisi di marketing alle preferenze di voto, dai feedback su campagne politiche alle informazioni sulle diffusioni di malattie.
Nel Febbraio 2009, ad esempio,  i laboratori Google e il Centro americano di controllo e prevenzione delle epidemie hanno pubblicato un fondamentale articolo sulla possibilità di prevedere  la diffusione delle influenze stagionali elaborando le richieste, correlate ai sintomi influenzali, sui motori di ricerca .
Un nuovo studio,  condotto dagli scienziati della Microsoft e della Stanford and Columbia University, ha mostrato come sia possibile individuare gli effetti collaterali causati dall’iterazione di farmaci, analizzando le query sui motori di ricerca Google, Bing e Yahoo.
L’esperimento, reso pubblico nel marzo 2013,  ha permesso di scoprire  iterazioni potenzialmente pericolose tra farmaci, molto prima che venissero tracciate dalla Food and Drug Administration: l’ente governativo americano che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici.
Passando ad un campo diverso di applicazione, durante la campagna elettorale americana del 2012, entrambi gli sfidanti (Barack Obama e Mitt Romney) hanno fatto un largo uso della Big Data Analysis, soprattutto su servizi web quali Twitter e Facebook,  per ricavare informazioni e statistiche sul proprio possibile elettorato.
Questo evento ha portato alla ribalta le tematiche tecniche e scientifiche legate al mondo del Big Data e, non ultime, le questioni etiche e legali associate al potere di manipolare grandissime masse di informazioni.
Qualunque sia il futuro delle tecnologie descritte,  esse porranno grandi sfide sia scientifiche che etiche; i dati rappresentano una spinta importante per l’innovazione ma sarà necessario definire ulteriori leggi per la loro conservazione e protezione, secondo criteri che solo oggi cominciano a divenire più chiari.

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Il trasferimento tecnologico alla NASA si fa con un portale

Il Portale di Trasferimento Tecnologico della NASA fornisce una possibilità di accesso, uno stop-front Internet-based, per asset unici di proprietà intellettuale dell’agenzia NASA. Questi sono resi disponibili per il trasferimento tecnologico e quindi per l’ inclusione di nuove tecnologie high-tech in un’economia orientata all’innovazione.

Il Tecnology Transfer Program della NASA permette che i risultati della ricerca e dello sviluppo tecnologico vengano trasferiti e valorizzati entro l’economia (in particolare quella US ma non solo) attraverso licenze, brevetti e accordi sulla proprietà intellettuale, che spesso si traducono in nuove innovazioni, prodotti e/o aziende.

L’uso della tecnologia high-tech NASA ha stimolato negli anni e stimola (in particolare nelle imprese americane) la crescita di posti di lavoro e aiuta a mantenere o incrementare una competitività economica sostenibile.

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Come si fa innovazione

Ecco un breve ma pregevole articolo, che si basa su dati reali utili a schematizzare alcuni concetti chiave su “How Innovation Works”.

Il primo: Innovation starts at the Top“… !! I Top Manager non possono colpevolizzare gli altri bensì se stessi.

Ancora, l’Innovazione è un “gioco di squadra”. Sono quindi proprio i Top Manager che possono e devono creare la squadra vincente, scegliere i “campioni”, creare il gioco della squadra, creare l’atmosfera adatta e motivare la squadra, dare l’esempio sporcandosi le mani (their own hands deep in the process). Sono proprio i manager che devono avere il coraggio di facilitare la creazione e poi seminare in anticipo idee innovative (the courage to plant acorns before you need oak trees). Pertanto viene nettamente messo in evidenza che, per un’innovazione sostenibile, i top manager devono possedere una solida e profonda “cultura dell’innovazione”.

Infine un invito: Think Different e mettilo in pratica “Just do it” ma, “now” cioè proprio ora.

Viene indicata ancora una volta la direzione da intraprendere, senza indugio, per poter essere competitivi.

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Near Field Communication: il futuro standard dei servizi mobili?

Dalla sua definizione nel 2006 ad oggi, la tecnologia NFC ha fatto passi da gigante, fino a diventare una vera protagonista nel mondo delle applicazioni per tablet e smartphone.
Con NFC (Near Field Communication) si intende un sistema di connettività wireless che consente lo scambio di informazioni a corto raggio – nell’ordine dei 10 cm massimo – tra dispositivi differenti.
Se si ha la necessità di scambiare rapidamente dati con colleghi o amici tramite smartphone, ad esempio, la connessione NFC permette di eseguire il trasferimento di file con il semplice contatto: tra i dispositivi si creerà all’istante una rete peer-to-peer, consentendo uno scambio di informazioni alla velocità massima di 424 kbit/s.
Ma è nelle app per smart services che la nuova tecnologia mostra tutte le sue potenzialità.
Al Mobile World Congress di Barcellona, evento mondiale per le tecnologie mobili, sono state presentate centinaia di applicazioni NFC, soprattuto riguardanti il campo del ticketing, dei pagamenti elettronici e del couponing.
In particolare ha riscosso grande successo l’utilizzo della tecnologia per pagamenti tramite cellulare; al semplice contatto con uno dei 18.000 dispositivi abilitati, i visitatori del MWC sono stati in grado di acquistare bibite o alimenti grazie ad appositi software di Contactless Payment.
Allo stesso modo, posters NFC e volantini di ultima generazione hanno consentito ai turisti di ricevere informazioni complesse riguardo eventi e incontri.
Inoltre, è stata data loro la possibilità di un tour della città, guidato da appositi hotspot NFC disseminati in vari punti strategici.
E grande successo hanno riscontrato anche le applicazioni per il badge elettronico su cellulare e – negli alberghi – le key su smatphone per l’apertura delle porte.
Anche in Italia sono molte le aziende che hanno deciso di investire nei nuovi dispositivi, soprattuto nel campo dei pagamenti contactless.
Nella città di Milano è stata avviata da qualche mese la sperimentazione del ticket restaurant di nuova generazione. La Edenred, insieme all’Osservatorio NFC & Mobile Payment del Politecnico di Milano, ha emesso un primo quantitativo di Ticket Restaurant Mobile che consentono il pagamento di pasti tramite cellulare.
Visto l’interesse riscontrato, non potevano mancare anche le app dedicate ai pagamenti tramite smartphone, come quelle realizzate da Telecom e Poste Italiane.
Altro settore in via di sviluppo, che sta affiancando la tecnologia device-device, è quello dei tag e dispositivi passivi (adesivi, portachiavi o etichette) che consentono l’immagazzinamento di piccole quantità di dati.
È possibile, ad esempio realizzare poster interattivi oppure biglietti da visita di ultima generazione, in grado di trasferire, al tocco, i numeri di telefono o gli indirizzi in essi immagazzinati.
Le applicazioni sono molteplici compresa l’interazione con elettrodomestici o automobili.
Con il miglioramento e l’affermarsi dello standard, sempre più investitori sono attratti dal settore e i sensori NFC sono incorporati in un numero rapidamente crescente di smartphone, con una previsione di copertura del 30% del mercato, entro il 2014.

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L’innovazione aperta

When all you own is a hammer,
every problem starts looking like a nail. (Abraham Maslow)

La società contemporanea ci offre quotidianamente sfide tecniche e problemi sempre più complessi; le discipline si intersecano e si scambiano risultati, divise da confini che diventano ogni giorno più porosi.
Ne consegue che è spesso difficile trovare delle soluzioni innovative senza esplorare campi anche molto distanti tra loro.
Persino nella ricerca industriale, dove per anni è stato proposto un modello di chiusura e riservatezza quasi assoluta, si sta affermando vantaggiosamente un nuovo modello più aperto e condivisivo: l’Open Innovation che, nello scenario descritto, è innanziutto una forma di contaminazione tra le conoscenze.
Ma quali sono gli strumenti della modernità? Quali sono le tecniche e le tecnologie alle quali, oggi, si guarda con maggiore interesse?
Alcune come il Cloud Computing o la Near Field Communication (NFC) sono entrate maggiormente nel l’uso quotidiano, anche se in forme spesso opache o non immediatamente comprensibili; altre invece sono ancora per addetti ai lavori, come la BigData Analysis, ad esempio, o la tecnica dell’High Frequency Trading.
In questa rubrica cercheremo di descrivere chiaramente questi strumenti dando qualche spunto sul loro utilizzo e sulle loro future potenzilità.

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